"Tutte passe", tranne la realtà del tradimento e della finzione

Scritto da Sabato, 19 Dicembre 2015 14:36

Non è stata una finzione condita con caricature e battutacce in vernacolo di bassa lega. No. È stata una maledetta fotografia, snervante, della società contemporanea scattata in una delle città più famose del mondo: San Giovanni Rotondo.

Una scenografia spartana che ha amplificato la durezza dei temi, in particolar modo quello dell’adozione. Una fotografia che ha avuto come compagna fedele una musica mai scontata, sempre giusta, coinvolgente, mai invadente come del resto lo sono stati i colori tenui delle luci che (tra caso e volontà) hanno riprodotto anche quelli della bandiera francese, portando, inevitabilmente, il pensiero ad un altro argomento d’attualità quale è il terrorismo.


Due mesi fa, forse più. Avevo scritto qualcosa sulla commedia (mica tanto) andata in scena dal 17 dicembre al Cineteatro Palladino di San Giovanni Rotondo. Un copione scritto da Salvatore Sassano, da 25 anni impegnato nelle rappresentazioni teatrali della cittadina garganica, ed interpretato dalla Compagnia “Noi Artisiti di Provincia” (stavolta ho azzeccato anche il nome). Settanta giorni fa, sulle colonne del quotidiano l’Attacco, scrivevo: “Ascoltare, osservare, meditare, leggere e ricordare. È così che nascono le trame, i dialoghi, delle commedie teatrali di Salvatore Sassano”. Lo scrivevo non conoscendo né il copione (tranne qualche piccolo input arrivato dall’autore) né il significato più profondo del messaggio di “Tutte passa” (Tutto passa). Come spesso mi accade ho seguito l’istinto del cronista, dopo aver ricevuto sollecitazioni involontarie prima in piazza poi davanti ad un aperitivo a base di birra (senza troppi formalismi) in compagnia di Sassano e del suo amico di sempre Antonio Gorgoglione. Ero all’oscuro del primo lavoro della compagnia teatrale, quello che l’anno scorso ha trattato un evento tristissimo per la città di San Giovanni Rotondo - “Lu iurn chiù brutte” (Il giorno più brutto) - collegato all’omicidio della giovane Maria Tosto avvenuto il 10 gennaio 1982. “Una commedia diversa”, era la riflessione che rimbalzava nella testa “malata” di un cronista di provincia. Probabilmente quello che mancava o forse già c’era e non sono stato attento a cogliere. Come me credo in molti nonostante l’impegno che le tante e preparate compagnie teatrali sangiovannesi hanno riservato all’attivismo culturale da tempo, da decenni.


Raccontare, a tratti narrare, episodi e momenti quotidiani, comunque attuali. Senza filtri. Con durezza mista a leggerezza di vocaboli e di impressioni ma dal contenuto maledettamente vero! “Tutte passe” ha voluto scoperchiare un’ipocrisia contemporanea che avrà il suo massimo splendore proprio in questi tristi giorni di vigilia di Natale: l’apparenza, la finzione. Impregnata di un disvalore quale è quello del tradimento. Si ostenta, come ha raccontato l’autore nell’intervista di mesi fa, una vita che non ci appartiene “che siamo costretti a continuare per continuare ad essere legati a percorsi sociali e professionali. La paura è essere se stessi, la paura è restare soli, isolati ai margini della società”, mi spiegava Sassano mentre puntellava, nella sua mente, il suo copione.
Finzione, tradimento e bugie le grandi protagoniste che hanno messo in rilievo le fragilità umane e quelle delle antiche istituzioni sociali quale è la famiglia. Donne e uomini che ancor prima di tradire restano traditi. Maschere che cambiano in base all’interesse, sia quello naturale-sessuale, che quello sociale e professionale. Tutti argomenti che difficilmente puoi affrontare in una cena tra amici e compari ma che grazie al teatro sono divenuti argomenti pubblici sui quali dibattere, riflettere ed approfondire. Attualità, come ha detto Sassano, che nessuno accetta ma dove tutti si sentono tirati in ballo. Temi acutizzati dai nuovi mezzi di comunicazione, social innanzitutto, dove il mare del tradimento e della finzione è molto pescoso (questa è un’altra storia).


A voi compagnia “Noi Artisti di Provincia”, grazie per aver fatto in modo che "Tutto resta".

tuttopassa

Ultima modifica il 19 Dic,2015
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Michele Gemma

Giornalista

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