'Sagristi' a parte Emiliano faccia il sindaco di Puglia

Scritto da Martedì, 07 Luglio 2015 09:31

Dopo la cavolata delle primarie (sempre più inutili così come sono proposte), senza alcuna regolamentazione (un brutto e mal riuscito copia-incolla di quelle americane), ecco arrivare la sagra degli assessori.

Tremila pugliesi, coloro che hanno aderito alla Sagra del Programma messa in piedi da Michele Emiliano per scrivere il programma di governo regionale, sono stati richiamati per individuare metà governo. 

 

A distanza di qualche settimana, oltre un mese, dunque, lo stesso governatore si avvale della stessa sagra per scegliere, si fa per dire, 5 dei 10 assessori che, unitamente all'ex sindaco di Bari, governeranno la Puglia fino al 2020. In pratica metà governo, il che significa una democrazia a sovranità limitata. Da qui, alcune domande sorgono spontanee e quanto mai legittime. 

 

La prima domanda è: perché dare la possibilità di scegliere proprio 5 assessori e non 10? Immaginate se un mese fa Emiliano avesse chiesto ai 'sagristi' di scrivere metà programma e non tutto come è stato fatto. Minimo minimo sarebbe scoppiato uno scandalo. Per la scelta di metà governo invece tutti, o quasi, ammirano una certa democrazia. Strano. 

 

Seconda domanda: perché nominare assessori (attraverso decreto, così come previsto dalla Legge, che non richiede l'assenso del nominato/a) tre elette del Movimento 5 Stelle (Rosa Barone all'Agricoltura, Viviana Guadini alle Risorse umane e Antonella Laricchia all'Ambiente), prima forza di opposizione in Puglia (8 consiglieri su 21 appartengono al Movimento, oltre il 30%), dopo aver rimediato diversi rifiuti dalla ex candidata pentastellata alla presidenza (Antonella Laricchia) sull'Assessorato all'Ambiente? E perché proprio queste deleghe e non ad esempio la Sanità? 

 

Terza domanda: perché il nuovo governatore (qualcuno ha già iniziato a rimpiangere Vendola) non ha preso in considerazione gli oltre 150 curriculum fatti inviare direttamente a lui dal Movimento 5 Stelle per scegliere tre assessori? 

 

Quarta domanda: perché il nuovo governato pugliese ha offerto tre Assessorati ai 5 Stelle e neanche uno al resto dell'opposizione? Quest'ultima, il centrodestra che dovrebbe rappresentare i liberali e i moderati, ridotta ormai a ruolo di comparsa, priva di alternativa politca e di nuovi leader regionali. Di certo un passo indietro per il sistema democratico. 

 

Quinta ed ultima domanda: perché il nuovo governatore, considerata anche la sua professione (magistrato, tra l'altro molto stimato), non offre le cariche di cosiddetta garanzia (presidenza del Consiglio regionale e presidenza delle Commissioni) all'opposizione? 

 

Non sarebbe meglio, molto meglio, utilizzare il vecchio schema che prevede che chi vince governa e chi perde controlla e propone? Tentare di avere il controllo sulla stragrande maggioranza del Consiglio regionale attraverso incarichi, facendo passare tale strategia come condivisione e allargamento di vedute, è prassi molto attuale (in special modo in Puglia) ma fortunatamente c'è chi dice no, oxi, niet! 

 

Emiliano ha dimostrato, da tempo, di conoscere bene la Puglia, i suoi cittadini, i suoi problemi, le sue risorse. Ha dimostrato di saper prendere, quando ne è veramente convinto, anche decisioni impopolari per un bene collettivo. Questo deve continuare a fare: governare e portare risultati, prima lo ha fatto in qualità di sindaco di Bari, oggi deve farlo in qualità di sindaco di Puglia, così come recitava il suo slogan. 

 

I giochetti degli assessori li lasci a chi non ha da amministrare una regione tanto bella quanto complessa quale è la Puglia.

Ultima modifica il 26 Set,2015
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Michele Gemma

Giornalista

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