Ad un anno dalle bombe resta solo il silenzio

Scritto da Martedì, 16 Giugno 2015 11:13

Ore 22.35 del 16 giugno 2014. Una bomba carta viene fatta esplodere nei pressi dell'abitazione del consigliere comunale del Pd Antonio Santoro. Ore 2.20 del 29 giugno 2014 una bomba, di potenza superiore rispetto a quella del 16 giugno, viene fatta esplodere nei pressi della villetta del consigliere comunale Carmelo Chiumento.

16 giugno 2015, nonostante le serrate indagini messe in atto dagli inquirenti, nessun colpevole è stato garantito alla Giustizia. Dopo gli episodi i due esponenti politici sono stati sentiti nella locale caserma dei carabinieri. 

 

Il mese di giugno del 2014 resterà ben impresso nella memoria dei sangiovannesi. Per la prima volta la criminalità attacca frontalmente le Istituzioni, in questo caso loro rappresentanti. In passato non sono mancati atti intimidatori nei confronti di sindaci e consiglieri comunali: auto incendiate e lettere minatorie. L'anno scorso c'è stata una evoluzione, si è passati alle bombe. Una, di potenza talmente forte, ha scardinato un portone blindato. 

 

Le associazioni culturali, uomini e donne della cultura locale, semplici cittadini, hanno voluto che le bombe non passassero sotto silenzio. A distanza di qualche giorno la manifestazione, il sit-in silenzioso contro la criminalità, dal titolo 'La cultura non si piega alle bombe' ha registrato (il 6 luglio dell'anno scorso, con lo striscione #RiprendiamociSanGiovanniRotondo) una partecipazione poco entusiasmante. La paura di poter finire vittima di altre bombe, probabilmente, era nelle menti dei più. Un anno fa, iniziava e, probabilmente, finiva il periodo delle bombe. Nel silenzio assordante della quasi totalità della società civile e delle istituzioni. Alcuni cittadini hanno tentato uno scatto di dignità partecipando e pubblicizzando la marcia silenziosa 'La Cultura non si piega alle bombe', una sorta di ribellione alle ingiustizie e agli attacchi che possono arrivare a chiunque, in una qualche maniera, si oppone ad un sistema.

 

Assordante il silenzio delle Istituzioni locali, oggi come allora. Neanche la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per affrontare l'escalation criminale. Nulla. La solidarietà alle due vittime delle bombe arriva solo da alcuni esponenti politici della città e da rappresentati politici e istituzionali esterni alle mura comunali. Tra i commenti più duri c'è stato quello dell'onorevole del Partito Democratico, Michele Bordo. L'esponente dem senza fronzoli aveva dichiarato: "Ho personalmente chiesto stamattina al vice ministro dell'Interno Filippo Bubbico di verificare se ci siano le condizioni per attivare le procedure di scioglimento del Consiglio comunale di San Giovanni Rotondo per infiltrazioni criminali", dichiarava all'epoca dei fatti il deputato sipontino del Pd.

 

Non resta che confidare nella Giustizia, seppur con le sue mille difficoltà e lungaggini, nelle indagini svolte e probabilmente ancora in corso da parte degli inquirenti per tentare di far luce su una delle più brutte pagine di cronaca locale che ha visto protagonisti e vittime, loro malgrado, due consiglieri comunali e le rispettive famiglie. Non si può, visto anche il clima di silenzio che su simili fatti regna nel centro garganico, che aver piena fiducia nel lavoro della magistratura per vedere accertate le responsabilità e per veder affermare i principi fondamentali di legalità e sicurezza. Dovessero passare anche anni.

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Michele Gemma

Giornalista

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